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Barcellona |
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La citta' di BARCELLONA |
GIRONA |
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- Superficie:
487 kmq
- Popolazione:
1.528.800 abitanti
(3.889.200
abitanti nell'area
metropolitana)
- Paese:
Spagna
- Fuso orario:
un'ora avanti
rispetto al
meridiano di
Greenwich (come
l'Italia; anche
con l'ora legale)
- Prefisso
telefonico:
dall'Italia: 0034
più le nove cifre
del numero
telefonico. Tutti
i numeri di
Barcellona
iniziano con 93.
Barcellona ha attraversato spesso periodi bui e ha subito i colpi di
potenze e di città maggiori, così come i disordini delle lotte interne.
Ha patito i cannoni dei re di Castiglia, che assediavano la Catalogna
dal mare, le bombe della Guerra Civile, il regime di Franco.
Nonostante sia stata fondata intorno al 230 a.C., molto probabilmente
dai cartaginesi, e più avanti abbia subito l'invasione dei visigoti e
dei musulmani, la sua storia iniziò ufficialmente solo nell'801 d.C.,
quando l'esercito dell'odierna Francia scacciò i mori. A quei tempi, le
pianure e le montagne a nord e a nord-ovest di Barcellona erano abitate
da un popolo che poteva già allora essere riconosciuto come 'catalano'
(anche se i primi riferimenti al termine effettivamente documentati
risalgono al X secolo). La lingua oggi più vicina al catalano è la
langue d'oc, l'antica lingua del sud della Francia.
Nel XII secolo la Catalogna si arricchì grazie ai facili guadagni
ottenuti a causa della caduta del califfato musulmano di Córdoba. I
catalani riuscirono a mantenere viva la loro forza creativa per tutto il
XIV secolo, quando Barcellona fu alla testa di un mini impero che
comprendeva la Sicilia, Malta, la Sardegna, Valencia, le Baleari, le
regioni francesi del Rossiglione e della Cerdagne e parte della Grecia.
Tuttavia, all'inizio del XV secolo, devastato dalla peste, dalle banche
andate in rovina e dall'occupazione dei suoi mercati da parte dei
genovesi, l'impero iniziò a vacillare. I catalani avevano sperato che
l'annessione al Regno di Castiglia avrebbe potuto restituire loro
ricchezza e vitalità; in realtà, gli eredi della corona di Castiglia e
Aragona si dimostrarono molto interessati a sfruttare la Catalogna per
finanziare le loro ambizioni imperiali.
La ribellione del 1462 contro il re Giovanni II culminò nell'assedio del
1473 che devastò la città. Barcellona fu annessa alla Castiglia, ma
venne esclusa dallo sfruttamento delle Americhe che, nel XVI secolo,
portò immense ricchezze alla Castiglia. A quei tempi, i contadini
avevano già iniziato a ribellarsi. L'ostilità dei catalani alla
dominazione castigliana provocò frequenti rivolte che culminarono
durante la Guerra di successione (1702-1713): la Catalogna si schierò al
fianco del Regno Unito e dell'Austria contro Filippo V, il contendente
francese al trono di Spagna. Questo fu un grave errore. Nel 1714,
Barcellona cadde nuovamente sotto un pesante assedio: oltre a mettere
fuori legge la lingua catalana, Filippo V costruì un enorme forte, La
Ciutadella, per tenere sotto controllo i suoi sudditi infedeli.
Dopo il 1778, alla Catalogna fu concesso di commerciare con l'America e
le fortune della regione cominciarono piano piano a migliorare.
La prima rivoluzione industriale spagnola, basata sul cotone, iniziò
proprio qui; in quel periodo, inoltre, si svilupparono anche altre
industrie, basate sul vino, sul sughero e sul ferro. Negli anni tra il
1830 e il 1840, il Romanticismo riaccese l'interesse per la cultura e la
lingua catalane, che stavano per scomparire. La Renaixença
(Rinascimento) catalana fu una sorta di crociata guidata da scrittori e
poeti per rendere popolare la lingua della loro gente. Più o meno nello
stesso periodo, nacque anche un fervente movimento nazionalista
appoggiato da membri di tutti i partiti.
All'inizio del nuovo secolo a Barcellona vi fu una vera e propria
esplosione demografica (la popolazione era passata da 115.000 abitanti
nel 1800 agli oltre 500.000 del 1900, per superare il milione nel 1930),
grazie soprattutto agli operai che si trasferivano qui per cercare
lavoro nelle nuove industrie. La città divenne un vortice di anarchici,
repubblicani, regionalisti borghesi, gangster, terroristi, pistoleros e
centristi, compresi quelli giunti da Madrid, tutti desiderosi di
prendere parte all'azione. Entro la fine della seconda guerra mondiale,
circa l'80% degli operai di Barcellona erano diventati simpatizzanti
dell'organizzazione anarchica CNT: le relazioni industriali ebbero il
loro momento peggiore durante l'ondata di scioperi del 1919-20, quando
gli imprenditori assoldarono dei killer per uccidere i leader dei
sindacati.
Nel 1931, quando si stava formando la Seconda Repubblica Spagnola, i
nazionalisti catalani proclamarono una repubblica all'interno di una
'Federazione Iberica'. La Catalogna ottenne in poco tempo una vera e
propria autonomia, dopo che il Fronte Popolare (partito di sinistra)
vinse le elezioni politiche del febbraio 1936. Per circa un anno, gli
anarchici rivoluzionari e il POUM (il Partito di Unificazione degli
Operai Marxisti) governarono la città. Mettete dieci anarchici in una
stanza e avrete undici opinioni politiche diverse: nel maggio del 1937,
la lotta tra i comunisti, gli anarchici e il POUM si trasformò in una
vera e propria guerriglia urbana che durò tre giorni e causò più di 1500
morti.
Gli sforzi per la creazione di una repubblica spagnola furono
contrastati da altre lotte interne di questo tipo che vanificarono la
possibilità di sconfiggere la milizia fascista di Franco. Barcellona,
l'ultima roccaforte dei repubblicani, cedette alle forze di Franco nel
gennaio del 1939 e la guerra finì pochi mesi dopo. Invece di lasciarsi
sottomettere da Franco, migliaia di catalani abbandonarono il paese
passando dal confine con la Francia e da quello con Andorra.
Franco bandì immediatamente il catalano e riempì la regione con
immigrati provenienti dalla povera Andalusia, nella speranza di
reprimere così i movimenti indipendentisti catalani. Franco bandì anche
una delle più allegre espressioni catalane di unità nazionale, la
sardana, una danza pubblica che si fa in cerchio.
Franco era appena stato sepolto, quando il movimento indipendentista
catalano ricominciò a farsi sentire. La lingua catalana fu riadottata
come segno di vendetta e venne fondata la Generalitat, una sorta di
parlamento locale, intorno al quale ancora oggi la gente si riunisce più
volte a settimana per danzare la sardana. Si parla ancora di
indipendenza, ma, appunto, se ne parla e nient'altro.
Secondo il «Financial Times» Barcellona è oggi la localizzazione più
interessante in Europa per gli investimenti. Nell'ultimo decennio,
infatti, gruppi come Ibm, Sony, General Motors, Renault, Volvo, Bayer
hanno scelto di collocarvi i propri centri direzionali o tecnologici per
l'Europa. L'economia della città si sviluppa sui servizi ad alto
contenuto di conoscenze e di tecnologie, sull'industria metallurgica,
automobilistica, farmaceutica e, naturalmente, sul turismo.
Rinnovatasi per ospitare le Olimpiadi del 1992, Barcellona ha potenziato
tutte le infrastrutture, la metropolitana, le aree portuali, la rete
ferroviaria, l'aeroporto dando straordinario impulso al turismo che
rappresenta ora il 12,5% del Pil con un traffico aereo di 21 milioni di
passeggeri all'anno. La metropoli catalana sta consolidando il proprio
sviluppo realizzando il Poblenou, uno spazio industriale di 200 ettari
nel centro della città che verrà trasformato in un punto di servizi
avanzati per attività di nuova generazione ad alto contenuto
tecnologico. Il Plan Delta è un altro progetto che interesserà un'area
tra il porto e l'aeroporto, destinata alla creazione di infrastrutture
logistiche per il potenziamento dei flussi di commercio internazionale.
Il porto di Barcellona, il primo del Mediterraneo e il secondo d'Europa,
grazie al Plan Delta mira a raddoppiare la sua capacità portando al
medesimo obiettivo anche l'aeroporto.
In questo proliferare di progetti, Barcellona ha ospitato, nel maggio
del 2004, il Forum Universal de las Culturas, nel quale sono stati
dibattuti temi di rilevante interesse internazionale: la pace nel mondo,
la diversità culturale e lo sviluppo sostenibile della città
contemporanea.
Il Forum è stato accolto in una nuova area urbana, alla quale si accede
dall'Explanada, una grande piattaforma per le manifestazioni all'aperto,
che sarà connessa, attraverso diversi sistemi di rampe e terrazze
belvedere, a un parco litorale e a un nuovo porto sportivo. Il progetto
generale prevede una rivisitazione urbanistica del fronte a mare,
collegando il Paseo Marittimo di Barcellona con quello della vicina
città di Badalona. Sono inoltre previsti un porto turistico, un campus
universitario, uno zoo marittimo, nuove spiagge e un quartiere
residenziale di 1000-1500 appartamenti, integrato ad attività terziarie.
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